ASReM, così come prescritto nel DM 70/2015 e attraverso l’Atto Aziendale, propone un nuovo modello organizzativo dell’assistenza, caratterizzato da un potenziamento delle attività sul territorio e dalla realizzazione di una rete ospedaliera dedicata alle patologie complesse.

Il territorio e la popolazione della Regione Molise richiedono di modulare le Reti attraverso un sistema SES 118 sviluppato in aree complesse adattando gli interventi, secondo le necessità, verso un trasporto rapido o la gestione sul luogo dell’evento, integrato ad un sistema ospedaliero concentrato su tre strutture coordinate in grado di offrire una risposta qualitativamente adeguata ai volumi di attività svolta, e collegato ad un sistema sovraregionale con cui condividere la risposta per competenze, che, a loro volta, necessitano di bacini epidemiologici diversi per la loro sostenibilità clinica ed economica.

Il DCA n. 47 del 28/8/2017 ha approvato il “Documento di programmazione della rete ospedaliera, e delle reti dell’emergenza e delle reti tempo-dipendenti” che costituisce il riferimento organizzativo-funzionale dell’ASReM.

Centralizzazione delle patologie
L’accentramento delle aree assistenziali ospedaliere comporta, infatti, il trasferimento presso strutture territoriali di prossimità, di parte delle attività assistenziali, determinando, quindi, la concentrazione dell’attività ospedaliera alla sola acuzie e liberando, in tal modo, risorse da dedicare all’emergenza.
La centralizzazione delle patologie più complesse permette di assicurare, dunque, la riduzione del tempo necessario per raggiungere la sede idonea al trattamento definitivo, garantendo la presenza di professionalità con maggiore esperienza nella gestione, attivando, eventualmente, solo per le competenze non disponibili, centri extraregionali attraverso accordi e protocolli assistenziali.
Il Decreto del Ministero della salute del 2 aprile 2015 n. 70 prevede che “La rete ospedaliera dell’emergenza è costituita da strutture di diversa complessità assistenziale che si relazionano secondo il modello hub and spoke […]. Tali strutture sono in grado di rispondere alle necessità d’intervento secondo livelli di capacità crescenti in base alla loro complessità, alle competenze del personale nonché alle risorse disponibili”.

Il Pronto Soccorso è una funzione inclusiva della capacità assistenziale dell’intero ospedale e quindi le sue problematiche gestionali di “sovraffollamento” e “attesa prolungata” del ricovero devono necessariamente essere integrate con l’organizzazione funzionale dell’Ospedale di cui fa parte.

Trasferimenti secondari
Nel sistema in rete assume fondamentale importanza la movimentazione dei pazienti, sia per i trasporti secondari dallo “Spoke” all’”Hub”, sia per i trasferimenti alla dimissione verso le strutture residenziali intermedie.
Ogni Plesso Ospedaliero deve essere dotato di un parco mezzi utilizzabile dal 118 o dall’equipe ospedaliera per il trasferimento dei pazienti tra gli ospedali e dagli ospedali verso le strutture intermedie secondo quanto previsto dal regolamento dei trasferimenti che presuppone almeno una Unità di Rianimazione Mobile in ognuno dei tre Plessi Ospedalieri.
Pronto Soccorso, Medicina d’Urgenza e Osservazione Breve Intensiva (OBI)
Il riassetto della rete ospedaliera prevede per ognuno dei Pressi Ospedalieri un reparto di Medicina d’Urgenza (n. 10 posti letto a Campobasso, n. 5 a Termoli ed Isernia) con annessi posti letti tecnici di Osservazione Breve Intensiva (OBI). L’ OBI è prevista quale specifico Livello Essenziale di Assistenza dal Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 12 gennaio 2017 (nuovi LEA) in funzione, tra l’altro, di garanzia di appropriatezza dei percorsi assistenziali complessi.
Il Pronto Soccorso, oltre che porre gli interventi immediati per i casi gravissimi, ha il compito di svolgere l’accettazione sanitaria in urgenza.
Il giudizio clinico che riguarda la necessità di ospedalizzazione del portatore di patologia cronica, in un ospedale per acuti, alcune volte può essere emesso subito dopo la prima visita in Pronto Soccorso. In altri casi, occorrono la riflessione di alcune ore e l’ausilio della tecnologia per poter esprimere tale giudizio.
Sono spesso i pazienti ad alta complessità oppure ad alta, ma breve, criticità – soggettiva o oggettiva – che necessitano di una Osservazione Breve ed Intensiva (O.B.I.), in genere di poche ore, affinché possa essere consentito un giudizio ponderato sul loro percorso assistenziale in urgenza.
Lo strumento ritenuto necessario per ridurre ricoveri e dimissioni improprie è rappresentato dall’Osservazione Breve Intensiva (OBI), funzione che va differenziata da quella del reparto di Medicina d’Urgenza:
L’OBI è un’area, possibilmente adiacente al Pronto Soccorso, ove i pazienti possano sostare in attesa della definizione diagnostica e per un ulteriore osservazione clinica intensiva, di norma per non più di 24 ore. Diversi studi indicano la necessità di 1 letto di OBI ogni 4000-8000 accessi in Pronto Soccorso.
In relazione al numero di accessi al Pronto Soccorso, alla capacità ricettiva ed alla funzione nella rete dei plessi ospedalieri si prevede l’attivazione dei seguenti posti letto:

 

La complessiva riorganizzazione delle discipline e dei relativi posti letto afferenti alla rete dell’emergenza è rappresentato di seguito:

Nell’organizzazione ASREM al Bed Manager è affidato il ruolo di gestione dei trasferimenti tra Plessi Ospedalieri e del rapporto col territorio per la collocazione del paziente nel setting più appropriato in rapporto alle condizioni cliniche alla dimissione che ottimizzi l’utilizzo dei posti letto dei Plessi Ospedalieri.
I documenti per la presa in carico dei pazienti da parte delle strutture e/o del MMG vengono prodotti e gestiti tramite un software che condivide la documentazione clinica tra Plessi Ospedalieri, strutture territoriali e medici di assistenza primaria. Il Sistema informativo permette la condivisione dei dati ai fini della valutazione multidimensionale e multi specialistica delle UVM prevista per i pazienti che abbiano necessità di continuità assistenziale alla dimissione (dimissione protetta).

Aspetti organizzativi prioritari
E’ necessario fornire il centro “Hub” delle competenze di radiodiagnostica interventistica e di endoscopia d’urgenza indispensabili alla gestione di Patologie Tempo Dipendenti.
E’ necessario predisporre un sistema di governo dei posti letto la cui disponibilità sia conoscibile in tempo reale, per consentire agli operatori di gestire gli accessi, con particolare riferimento nelle Terapie intensive e semi intensive, nelle UTIC, e nell’unica Stroke Unit prevista (Bed Manager). Tale funzione è affidata al SET 118 con la possibilità di utilizzare all’uopo anche il personale dirigente sanitario convenzionato con il sistema dell’emergenza territoriale, sotto la direzione del responsabile del 118.