ASReM cura il coordinamento con i Piani di Zona anche per definire ed attuare gli interventi sociali ad alto impatto sanitario.

Lo fa attraverso il Responsabile del Coordinamento socio-sanitario che supporta la direzione strategica e le strutture dipartimentali e distrettuali nella governance dei processi gestionali e professionali  dell’intero sistema socio-sanitario. Questa UOC è quindi dedicata ad aggregare tutte le attività assistenziali socio-sanitarie ad elevata integrazione sanitaria, che costituiscono l’area socio-sanitaria ad elevata integrazione sanitaria (materno-infantile, anziani, disabili fisici, psichici e sensoriali, salute mentale, dipendenze da droga, alcool e farmaci, patologie per infezione da HIV, patologie in fase terminale, inabilità o disabilità conseguenti a patologie cronico-degenerative, assistenza ai detenuti affetti da dipendenza o disturbi mentali).

La struttura, inoltre, partecipa alla formulazione dei protocolli relativi all’ADI e alla dimissione socio-sanitaria protetta, quando cioè un paziente con determinate caratteristiche viene dimesso dall’ospedale e c’è la necessità della preparazione tra ospedale e rete dei servizi territoriali di un piano personalizzato congiunto di assistenza territoriale.

Svolge funzioni di programmazione, indirizzo e coordinamento delle attività socio-sanitarie ad elevata integrazione (con particolare riferimento ai LEA socio-sanitari) e delle attività socio-sanitarie in favore di immigrati e senza fissa dimora.

Insieme alle altre articolazione aziendali e comunali, monitora i bisogni socio-sanitari (e, in particolare, delle disuguaglianze sociali, al monitoraggio delle attività socio-sanitarie, alla costruzione di un Sistema Informativo Socio-Sanitario Integrato).

Cura quindi il livello organizzativo, gestionale ed operativo della integrazione socio-sanitaria territoriale, avvalendosi degli Uffici Socio-Sanitari distrettuali.

L’attività di questa unità è indispensabile per un corretto collegamento (informatico, cartaceo, operativo) tra la rete ospedaliera e quella dei servizi socio-sanitari territoriali.

In una logica di miglioramento dei Servizi di ASReM, governare l’accesso e la valutazione del bisogno è premessa necessaria per organizzare la presa in carico e l’erogazione delle prestazioni appropriate.  Adottare percorsi unitari ed integrati di accesso è quindi una scelta vincente anche per l’equità di distribuzione delle risposte e dell’accesso sull’intero territorio molisano.

L’obiettivo è, quindi, quello di promuovere un modello di integrazione dell’accesso ai servizi sanitari e socio-sanitari allo scopo di orientare i soggetti, promuovere la capacità di scelta informata, realizzare percorsi territoriali che permettano di promuovere percorsi assistenziali di tipo domiciliare rispetto alla residenzialità, innalzare la capacità di risposta del sistema sanitario regionale ai bisogni del cittadino, implementare progetti personalizzati per la presa in carico integrata sistema sanitario – sistema sociale, favorire la continuità dei percorsi assistenziali.

La PUA – Porta Unica d’Accesso  rappresenta quindi l’anello operativo strategico per il recepimento unitario della domanda per tutti i servizi sociali e sanitari a gestione integrata e compartecipata. In un’ottica di integrazione gestionale la PUA deve essere normata a livello locale anche mediante un Regolamento congiunto Ambito Territoriale/ASL che deve prevedere un meccanismo di coordinamento automaticamente attivato ogni qual volta una richiesta di accesso da parte del cittadino interessato o una segnalazione da parte di terzi pervenga ad uno dei punti della rete formale.

 

 

INTEGRAZIONE OSPEDALE – TERRITORIO

La politica sanitaria attuata negli ultimi anni in molte regioni italiane ed in ragione delle determinazioni di cui al DM. 70/2015, hanno portato ad una progressiva riduzione della percentuale di ospedalizzazione, con conseguente diminuzione dei posti letto negli ospedali per acuti. Questa diminuzione non ha lo scopo di ridurre le risposte necessarie in termini di cura agli utenti ma di determinare uno spostamento di risorse verso i servizi territoriali. Tale politica ha determinato frequenti criticità organizzative ed ha evidenziato la necessità di potenziare la continuità assistenziale per le patologie croniche, per rispondere adeguatamente ai bisogni degli utenti e delle loro famiglie e ridurre il fenomeno dei ricoveri ripetuti. Tra le iniziative riguardanti questo importante tema sanitario vanno definiti i progetti sulla continuità assistenziale nell’ambito specifico delle dimissioni programmate e protette. L’obiettivo è quello di garantire la presa in carico del cittadino dall’inizio fino al completamento del suo percorso di salute, senza alcuna soluzione di continuità nel ricevere le cure dalle varie fonti erogatrici di prestazioni.

L’ipotesi riguarda uno specifico obiettivo regionale in ambito sanitario, relativo all’esplicitazione di percorsi di riorganizzazione, attraverso di tutte le sue forme gestionali pubbliche (ASReM e privato accreditato), la cui realizzazione preveda azioni per il completo perseguimento dei LEA in modo omogeneo sul territorio regionale, l’utilizzo appropriato ed efficiente dei servizi e delle prestazioni ed il riordino delle risposte assistenziali, ricercando il giusto equilibrio tra la domanda di assistenza, i bisogni sanitari e l’offerta, in un contesto di difficoltà della sostenibilità economica del sistema stesso.

Si rende di conseguenza necessario per ASReM implementare modelli d’integrazione territorio-ospedale, volti al miglioramento dell’appropriatezza sia clinica, basata su percorsi diagnostico-terapeutici assistenziali (PDTA), sia di livello, ottenibile attraverso interventi sui modelli organizzativi e di presa in carico dei pazienti, nel senso che alcune attività devono essere erogate in regime ambulatoriale, altre in ambiente ospedaliero, secondo priorità temporali e modalità di accesso differenziate a seconda della gravità del singolo caso.

Questo processo prevede il coinvolgimento tanto del Medico di Medicina Generale, che delle strutture di eventuale ricovero (ordinario o in Day-Hospital), passando per quelle specialistiche ambulatoriali, quelle di diagnostica strumentale e di laboratorio, fino a coinvolgere le strutture dell’assistenza socio-sanitaria distrettuale, assieme a quelle dell’assistenza domiciliare e della riabilitazione.

Sulla base anche delle indicazioni regionali, questa UOC si occupa, insieme alla Direzione Aziendale, progetti finalizzati e proposte di percorsi comuni di miglioramento gestionale che assicurino alla persona la continuità del percorso assistenziale (Ospedale-Territorio) attraverso l’integrazione di competenze professionali, organizzative e relazionali. Relativamente al rapporto distretto/dipartimenti ospedalieri, l’area dell’integrazione è rappresentata prioritariamente dalla definizione dei percorsi assistenziali ai fini della continuità assistenziale e della presa in carico. Sono inoltre promosse iniziative di integrazione attraverso la partecipazione di medici ospedalieri ad attività distrettuali e viceversa, mediante il sistema di reti professionali e i gruppi.

 

ASSISTENZA PRIMARIA

Attraverso tale linea di attività vengono gestite le attività a livello aziendale relative ai Medici di Medicina Generale, Pediatri di Libera Scelta, Medici di Continuità Assistenziale, Medici della Medicina dei Servizi e Specialisti e Professionisti ambulatoriali.

Con riferimento a tali settori la struttura svolge i seguenti compiti specifici:

• supporta la Direzione Generale e le Direzioni distrettuali nelle fasi di negoziazione a livello aziendale e distrettuale, della definizione degli ambiti territoriali, delle sedi di continuità assistenziale, dell’individuazione e dell’assegnazione degli incarichi provvisori per l’ACN della Medicina Generale e dell’organizzazione dell’attività per i professionisti ambulatoriali convenzionati;

• cura le convocazioni e segue lo svolgimento dei Comitati di Azienda e del Comitato Zonale in relazione alle specifiche Convenzioni e partecipa alla stesura dei testi degli accordi;

• gestione amministrativa contabile del budget assegnato alla struttura;

• predispone e collabora alla negoziazione per la definizione degli obiettivi specifici previsti dalle relative Convenzioni Nazionali Uniche ed alla definizione del budget;

• garantisce gli adempimenti relativi all’amministrazione dei professionisti convenzionati in relazione al trattamento giuridico – amministrativo, economico, assicurativo, fiscale e previdenziale, anche sulla base delle rendicontazioni mensili pervenute dai singoli Distretti in ordine all’attività svolta;

• gestisce, per ciascuna posizione in convenzione, i fascicoli personali ed ogni atto inerente i professionisti;

• garantisce gli adempimenti relativi alla gestione delle anagrafi previste a livello regionale ed alle registrazioni ed abilitazioni dei professionisti alle attività previste dalle disposizioni regionali e nazionali (Sistema TS, ecc.);

• gestisce l’applicazione degli Accordi Collettivi Nazionali per ciascuna categoria di professionisti;

• cura la gestione del sistema rilevazione presenze – assenze per le figure professionali per le quali è previsto;

• gestisce i provvedimenti disciplinari, nella fase istruttoria e, se previsto, decisionale, sulla base di quanto stabilito dagli ACN di riferimento;

• gestisce le rilevazioni relative alle zone carenti relative a MMG e PLS e, se la funzione è delegata dalla Regione, procede all’individuazione dei professionisti ed all’assegnazione degli incarichi;

• gestisce le rilevazioni SISAC in ordine alla rappresentatività sindacale ed agli aspetti economici;

• supporta i professionisti interessati nelle fasi di adempimento degli obblighi previsti da normative nazionali o regionali quali la ricetta de-materializzata;

• svolge, in maniera programmata, attività di controllo in ordine al rispetto degli adempimenti previsti dalle rispettive convenzioni, predisponendo gli atti necessari alla verifica da parte del Comitato di Azienda (medici inferiori alle 500 scelte, attività di informatizzazione.

 

GOVERNO DELLE LISTE DI ATTESA

La gestione delle liste di attesa può trovare migliore soluzione se si individuano strumenti e modi di collaborazione di tutti gli attori del sistema, sia quelli operanti sul versante prescrittivo sia quelli di tutela del cittadino per una concreta presa in carico dei pazienti fin dal processo di definizione o approfondimento diagnostico da parte degli specialisti e delle strutture, prevedendo anche modelli di gestione integrata dell’assistenza per pazienti cronici nell’ambito delle cure primarie (Chronic Care Model), attraverso l’attuazione e gestione programmata dei protocolli diagnostici . L’obiettivo di questa UOC è quello di promuovere la capacità di ASReM, attraverso i sistemi individuati (Medicina di base, PUA) di intercettare il reale bisogno di salute, di ridurre l’inappropriatezza e di rendere compatibile la domanda con la garanzia dei LEA. Il governo delle liste d’attesa è fortemente connesso ad altri processi che, sia a livello centrale che periferico, si ripercuotono decisamente sulle modalità organizzative del rapporto domanda-offerta, rispetto a cui deve essere perseguita una necessaria coerenza di sistema . Nella ridefinizione di tali modalità operative, devono essere assicurati criteri per garantire l’omogeneità tra quanto già indicato nelle disposizioni nazionali e regionali, ovvero:

• le altre iniziative in corso finalizzate all’informatizzazione del ciclo prescrizione-prenotazione-referto, con particolare attenzione alle classi di priorità, fino alla digitalizzazione dei documenti stessi;

• gli obiettivi dei contratti e degli accordi collettivi nazionali, sia per quanto attiene le modalità prescrittive che per l’attività libero professionale intramuraria (ALPI);

• gli indirizzi definiti in materia di accreditamento istituzionale e per la stipula dei contratti con gli erogatori, in particolare per quanto riguarda la gestione trasparente e programmata del volume e della tipologia delle prestazioni oggetto degli accordi, anche in coerenza con quanto indicato nelle linee guida nazionali – sistema CUP. D’intesa con i Direttori delle macrostrutture, si provvederà alla definizione di necessarie articolazioni periferiche.

Questa Struttura, per le liste d’attesa, svolgerà le seguenti azioni:

  • monitoraggio delle liste di attesa
  • reportistica periodica delle liste di attesa con individuazione delle criticità e pubblicizzazione sul sito web aziendale con la comparazione con le liste di attesa in libera professione;
  • gestione delle agende di prenotazione e del sistema CUP;
  • monitoraggio del call center;
  • controllo delle condizioni di erogabilità delle prestazioni, con particolare riferimento:

a) all’utilizzo delle classi di priorità,

b) alla presenza del quesito diagnostico,

c) alla corretta identificazione delle prime visite e dei controlli;

  • la vigilanza sistematica sulle situazioni di sospensione dell’erogazione delle prestazioni.