La nuova caratterizzazione dell’assistenza territoriale domiciliare ha (documento del Ministero della Salute 2006) ridefinito le cure domiciliari, distinguendo, in dettaglio, gli interventi basati su prestazioni -che non necessitano di integrazione e valutazioni multidimensionali- dalle Cure Domiciliari Integrate, definite come una modalità di assistenza integrata – sanitaria e sociale erogata al domicilio dell’Assistito, in modo continuo ed integrato, in relazione alla natura ed alla complessità dei bisogni a cui si rivolge .

Gli obiettivi specifici del Sistema delle Cure Domiciliari sono:

  • fornire adeguata assistenza a persone che presentano problematiche di tipo sanitario e sociale suscettibili di trattamento domiciliare, evitando i ricoveri ospedalieri impropri e l’ingresso in residenza;
  • favorire la permanenza a domicilio delle persone non autosufficienti, perseguendo il recupero o la conservazione delle residue capacità di autonomia e relazionali;
  • rendere possibili dimissioni ospedaliere tempestive ed assicurare la continuità assistenziale mediante lo strumento della “dimissione protetta”;
  • supportare i “caregiver” e trasmettere loro delle competenze che possano tradursi in autonomia di intervento;
  • migliorare in ultima analisi la qualità della vita di persone non autosufficienti o a rischio di perdita dell’autosufficienza, favorendo il mantenimento delle capacità residue.

Il documento ministeriale denominato “Nuova caratterizzazione dell’assistenza territoriale domiciliare e degli interventi ospedalieri a domicilio” ha articolato le cure domiciliari in tre tipi:

  1. Cure Domiciliari di tipo prestazionale;
  2. Cure Domiciliari Integrate di primo e secondo livello, e terzo livello;
  3. Cure Domiciliari palliative per malati terminali.